Diritti e diversità raccontati nei quattro albi illustrati di cui vi parlo in questo articolo. Si citerà la Carta dei diritti all’infanzia, ci sarà un libro sulla lettura e due racconti che narrano il valore della diversità.

“I bambini nascono per essere felici”, Vanna Cercenà, Gloria Francella, Fatatrac 2012

Il 20 novembre è dopodomani, è mercoledì ed è, soprattutto, la giornata dedicata alla commemorazione della Convenzione ONU sui diritti per l’infanzia, approvata nel 1989 dalle Nazioni Unite. Cinquantaquattro intensi articoli per difendere i diritti dei bambini. Un documento importante, firmato da 193 Stati, frutto di un lungo processo storico-sociale e della conquista di una nuova idea d’infanzia, un’epoca della vita umana da proteggere, rispettare e tutelare. In vista de “La giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza” potremmo condividere e raccontare la convenzione ai bambini stessi. A tal proposito suggerisco alcune risorse:

Sul sito dell'Unicef è possibile scaricare La Convenzione sui Diritti dell'Infanzia, spiegata ai bambini
Scarica il testo della Convenzione ONU si diritti per l'infanzia

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Nel libro I bambini nascono per essere felici. I diritti fanno diventare grandi. Vanna Cercenà racconta i diritti dei bambini agli stessi bambini attraverso alcune filastrocche che ripercorrono gli articoli della convenzione.

Ecco un assaggio del testo tratto dal sito dell’autrice:

Articolo 13 – Le bambine e i bambini hanno il diritto di esprimersi liberamente

UN UOMO DISSE A UN BAMBINO CHE TENTAVA DI SPIEGARE CHE COSA NON ANDAVA:
“ZITTO! SEI PICCINO PER PARLARE,
NON È ANCORA IL PERMESSO DI FIATARE!
SOLTANTO NOI ADULTI E COMPETENTI
SAPPIAMO DIRE COSE INTELLIGENTI!”
MA IL BAMBINO NON FU MESSO A TACERE;
TRANQUILLO SEGUITO A SOSTENERE:
“NON CI SONO GIARDINI PER GIOCARE,
L’ARIA IN CITTÀ NON SI PUÒ RESPIRARE,
IL TETTO DELLA SCUOLA È ROVINATO…
E CERTO PARLERÒ FIN QUANDO HO FIATO!”

“Sbrigati ma lentamente”, Layn Marlow, Valentina Edizioni, 2012

Leprotto e tartaruga, come in tutte le favole, hanno ritmi e stile di vita differenti, anzi, opposti. Il primo è sempre di corsa, si sveglia presto, fa ginnastica e mangia veloce. Sollecita continuamente la sua amica Tartaruga a sbrigarsi e a fare più in fretta, ma questa ama fare le cose con calma. Quando Leprotto sta per andare a dormire, Tartaruga può finalmente sorseggiare la sua camomilla in santa pace. Il coniglio, ancor pieno di energia, chiede all’amica di leggergli un libro e, inaspettatamente, Tartaruga legge la storia troppo rapidamente. “Sbrigati… Ma lentamente!” esclama allora Leprotto. C’è bisogno di calma per leggere un libro. C’è bisogno di tempo per ammirare  le immagini.

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Le bellissime illustrazioni di Layn Marlow raffigurano due personaggi noti al mondo delle storie per l’infanzia. Da un lato c’è la lepre, veloce ed energica. Dall’altro invece la tartaruga, lenta e riflessiva. Eppure anche la lepre vuole godersi qualcosa in tranquillità: la lettura di un buon libro! Allo stesso modo i bambini amano muoversi, correre e giocare, ma sono capaci di trovare la necessaria calma per ascoltare un interessante racconto. Il lettore ad alta voce crea un contatto con chi lo ascolta, ne rispetta i tempi di attenzione, s’interessa alla necessità di fermarsi su immagini e parole e considera la richiesta di rileggere ancora, per l’ennesima volta, la stessa storia. Sbrigati ma lentamente è dunque una lettura che invita alla lettura. Tartaruga così, aprendo il loro libro preferito, comincia a leggere ad alta voce.
In un attimo legge tutta la prima pagina. Ora è il coniglietto ad aver bisogno di rallentare.

sbrigati ma lentamente
Titolo originale
Hurry up and slow down

“La cosa più importante”, Antonella Abbatiello, Fatatrac, 2011

Nel bosco di Pratorosso gli animali si sono riuniti per stabilire quale delle loro caratteristiche sia in assoluto la più importante. Ciascuno di loro, a turno, espone agli altri la propria qualità. Inizia il coniglio a descrivere le sue orecchie lunghe, certamente necessarie per sentire ogni pericolo. É la volta del riccio, sempre ben protetto grazie ai suoi appuntiti aculei. La giraffa ha il collo lungo e può raggiungere le foglie più tenere. Il colore verde della rana le permette di mimetizzarsi nella natura. L’uccello, con le sue ali, vola in alto dove nessuno può raggiungerlo. L’elefante è al sicuro grazie alla sua generosa stazza e alla lunga proboscide. L’oca riesce a camminare e a nuotare perché ha i piedi palmati. Il castoro, infine, costruisce robuste tane con i suoi dentoni sporgenti. Al termine di ogni intervento, il gruppo di animali prova la qualità illustrata dal suo possessore. A un certo punto, sempre più confusi nello stabilire quale sia la dote migliore, interviene il saggio gufo a spiegare quanto tutte siano parimente importanti.
… Ma animali, non tutte insieme! Ognuno possiede la propria, personale, unica, irrinunciabile qualità.

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Durante la lettura ad alta voce i bambini osservano divertiti i protagonisti del racconto mentre “indossano” le loro reciproche qualità. Scoprono un modo buffo di mettersi nei panni dell’altro poi, tra i tanti, con il gioco simbolico (attività ludica che si manifesta dal 2° anno circa) sperimentano l’immedesimazione. La storia ha in sé l’importante messaggio rivolto al rispetto delle diversità. Valorizzare le differenze, anziché sminuirle o peggio disprezzarle, significa comprendere come queste possano arricchire e integrare le nostre culture. Il racconto e le immagini do Antonella Abbatiello si amalgamano tra loro creando un ritmo narrativo scorrevole e semplice da raccontare, anche ai bambini più piccoli (2-3 anni).

La lettura diventa più appassionante imitando (inventando) gli accenti degli animali e mutandone, di volta in volta, le tonalità. Ad esempio: il coniglio ha probabilmente una vocina minuta, il riccio ha la erre moscia, la giraffa ha la voce un po’ snob, la rana ha un tono rauco e aggiunge dei “cra cra” alle parole, l’uccello ha la voce squillante, l’elefante bassa e grossa, l’oca accompagna le parole con dei “qua qua”, il castoro ha “affolutamente” la esse sibillina e, per ultimo il gufo ha la voce lenta e saggia. Il libro ha ricevuto la menzione d’onore per le tematiche della pace e della convivenza UNESCO.

“Bice Speciale. La pecora a strisce”, Miriam Koch, Donzelli editore, 2007.

“Bice Speciale” è un albo illustrato dal formato panoramico che racconta la storia di Bice, una pecora dall’aspetto insolito: ha il pelo a strisce bianche e rosse. Proprio questa particolarità la rende diversa da tutte le altre pecore, ordinarie, dal manto bianco. Si sente sola e fuori luogo. Un giorno avvista una mongolfiera molto simile a lei e per questo decide di seguirla. Bice si ritrova così a percorrere luoghi sconosciuti e a intraprendere un viaggio alla ricerca del suo posto speciale.


Bice Speciale. La pecora a strisce

Il racconto di Miriam Koch si occupa di diversità senza mai descriverla: in nessuna parte del testo si legge cosa rende Bice differente dalle altre sue simili. Eppure i piccoli lettori potranno facilmente intuire il soggetto del libro attraverso i colori che l’autrice di Trier propone nelle sue immagini.
Durante il suo il solitario viaggio, Bice incontra diversi oggetti con i quali ha qualcosa in comune. Nonostante ciò, ognuno di loro, per un motivo o per l’altro, è diverso da lei. Dunque non arriva mai a identificarsi pienamente in un’alterità a lei simile. Il potersi rispecchiare nell’altro per capire se stessa è ciò che vorrebbe provare la piccola Bice ma il suo percorso introspettivo la porterà a comprendere il valore che ha il suo essere unica e diversa.

Bice Speciale. La pecora a strisce
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La felicità, dopotutto, non si trova nell’esistenza di qualcuno perfettamente corrispondente a noi, bensì nel fatto di poter sentirsi sereni con chi ci vuole davvero bene.
Al termine della narrazione apparirà uno splendido faro, anche questo ha i suoi stessi colori ed è pronto ad illuminarla. La storia poetica, scritta e illustrata dalla tedesca Miriam Koch, inizia con una frase di Confucio:

“Ovunque tu vada, vacci con tutto il cuore”.

Bice Speciale. La pecora a strisce

L’idea della storia di Bice (Fiete Anders, nell’originale) è nata nella Frisia Settentrionale (Germania) durante un semestre invernale degli studi di design della comunicazione compiuti dall’autrice .É poi diventato il tema della sua tesi di laurea e, in seguito, un libro di successo tradotto in numerose lingue. Dopo il primo albo sono state pubblicate altre due avventure dedicate alla stessa protagonista: Keentied o l’arte di volare nella felicità” e “Bice, un viaggio con il vento“. Il racconto può diventare soggetto per le attività didattiche e di progetti educativi rivolti all’Intercultura e alla diversità.