Siamo in quel periodo dell’anno in cui al nido d’infanzia si comincia a pensare con più impegno al progetto raccordo per i bambini in uscita e che, da settembre, inizieranno la loro nuova avventura alla scuola dell’infanzia o alla sezione primavera. Qualche mamma ha già provveduto a chiedere: “Ma quest’anno è previsto un minimo di accompagnamento per i bambini?”

Già, quest’anno. Proprio un tasto dolente. Accompagnare i bambini nella struttura che li accoglierà nella progressione scolastica, significa sostenerli nel cambiamento, rendendolo per loro familiare e leggibile. Significa dare importanza alla continuità educativa. Per i bambini vuol dire anche fare esperienza del nuovo ambiente ed entrare in contatto con i nuovi insegnanti, accompagnati da quelli che presto saluteranno. Insomma, un momento intenso e di passaggio.

Il contatto è reso difficile da un periodo storico in cui è richiesta la distanza. Un evento questo che ci trova impreparati su vari aspetti della normalità. Non è scontato saper trovare alternative che possano accontentare sia la distanza sia la conoscenza. In questa ardua ricerca di nuove soluzioni sarà ancora più importante la presenza dei soggetti e dei personaggi che arrivano dai racconti illustrati, scelti in fase di progettazione, per costruire un ponte tra le due strutture, agevolare un dialogo comune fra adulti e bambini e creare un clima di condivisione delle esperienze.

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Un libro che possa essere ascoltato dai bambini sia negli ultimi mesi trascorsi nella struttura che salutano, sia in quella che, a settembre, frequenteranno. Questo serve per creare un legame e una continuità tra due esperienze che, per il bambino, sono parte dello stesso percorso evolutivo vissuto nell’infanzia.

Sono stata immensamente felice di rileggere Marianne Dubuc, un’autrice davvero eccezionale, in un racconto pensato proprio per i bambini che stanno per affrontare questo passaggio. Le sue storie brulicanti (sicuramente ho già usato lo stesso aggettivo per descriverle in altri articoli) sono proprio come le avrei volute avere io da bambina. Le pagine illustrate pullulano di piccoli personaggi indaffarati, le cui azioni richiamano faccende e dialoghi davvero realistici.

Nel libro dedicato alla scuola materna c’è un bambino di nome Billo che non vede l’ora di frequentarla. Una mattina decide di anticipare i tempi ed esce di casa per dare una sbirciatina (facendo proprio un progetto raccordo!). Le scuole che osserva sono quelle fantasticamente frequentate dagli animali del bosco.

A seconda della specie, la scuola è specializzata in una particolare materia. Per citarne alcune: le rane hanno classi sopra le ninfee e studiano arte, le volpi hanno diverse palestre e si allenano in ogni sport, gli orsi imparano a mangiare di gusto, i bradipi prediligono l’ora della nanna e i lupi leggono storie e favole (delle quali sono spesso protagonisti) nella loro bella biblioteca. Billo è spettatore curioso delle piccole e grandi dinamiche che coinvolgono coloro che partecipano alla vita scolastica.

Alla fine della giornata il bambino torna a casa da Momo, il suo tutore, e gli racconta quel che saranno le sue giornate all’asilo, ovvero l’insieme delle tante esperienze osservate nel suo incredibile viaggio. Un ricco di didascalie e di miniature, da leggere stando seduti accanto, adulto e bambino (più difficile la lettura ad alta voce verso un gruppo di bambini, per i numerosi soggetti da scoprire e osservare).