Molto, molto tempo fa, al signor Babbo Natale venne l’idea di realizzare il Grande Progetto che tutti conosciamo: consegnare un regalo a ciascun bambino durante la Notte Magica. Come qualunque imprenditore agli esordi, doveva selezionare le risorse più adeguate al suo piano. Quale animale sarebbe stato quindi il più indicato a trainare la slitta? I dinosauri (ancora esistenti vista l’età del vecchietto) potevano aiutarlo nelle consegne ai piani alti, i pinguini nei luoghi freddi e gli elefanti, invece, erano in sconto. Decise di risparmiare e di provare con questi ultimi. Fu un disastro! Anche con gli altri animali non andò meglio: i topolini gridavano troppo, i pinguini avevano un passo particolarmente ondeggiante, la tartaruga era lenta, gli ippopotami mal sopportavano il freddo della notte, gli struzzi avevano poco coraggio, i pappagalli lo riempivano di pettegolezzi e le giraffe rimanevano impigliate tra i  fili elettrici.

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Inoltre provò diversi modelli di slitta e anche qui non trovò nulla di adeguato allo scopo. Rassegnato, il pover uomo riprese la via verso casa. Lungo il tragitto che costeggiava il bosco si trovava un gregge di renne che brucava l’erba. Babbo Natale non aveva mai considerato questo animale. All’improvviso si fermò, le osservò con attenzione e capì che erano perfette per la sua missione.

Questo è il racconto dedicato a una presunta origine dell’impresa di Babbo Natale. Una presunta nascita del lavoro di Babbo Natale è narrata dall’illustratrice e pedagogista Erika Cunja, con un risvolto davvero inaspettato. L’autrice descrive il noto Babbo come se fosse un uomo impegnato nello start up della sua attività, immaginando le diverse situazioni con improbabili animali corrieri. Da qui inizia una carrellata di scene verosimili e fallimentari, descritte anche dalle splendide tavole che accompagnano il testo.

Resta il messaggio finale che da un senso profondo all’intero racconto. Babbo Natale aveva la soluzione a portata di mano ma, come spesso accade, è difficile accorgersene e capirlo senza aver prima cercato altrove.

“A volte, non facciamo attenzione a chi ci sta vicino e andiamo a cercare lontano la soluzione ai nostri problemi.”