I silent book di Ji Hyeon Lee, sono stupefacenti. Due albi illustrati ricchi di narrazione, benché senza parole. L’autrice accompagna i piccoli lettori in nuovi mondi, attraverso una porta o una piscina, dove s’incontreranno creature che vanno oltre l’immaginario.

La porta

Esiste una vecchia porta ricoperta di ragnatele, è chiusa da un grosso lucchetto. Sembra sia stata dimenticata. Al di qua della porta le persone hanno il viso costantemente arrabbiato. È gente grigia che appare come circondata da uno scudo che tiene alla larga dal prossimo. Tra di loro c’è un ragazzo, ha un’espressione decisamente meno grave. Questo ragazzo trova una chiave, la raccoglie. Poi vede una porta, medita un po’, si fa coraggio, la apre con la chiave che ha in mano. Un insetto rosso entra in volata prima di lui. Il ragazzo ha appena varcato la porta.

Perplesso, si guarda indietro mentre cammina, scontra uno strano signore. Imbarazzato e impaurito, si nasconde dietro un albero. Quell’individuo pronuncia qualcosa per lui incomprensibile, non sembra aggressivo. Il ragazzo fa un nuovo incontro, potrebbe essere una bambina come lui. Questa lo conduce fra la sua gente. In quel luogo sono tutti calmi e accoglienti. Lo invitano a partecipare a un goloso pic nic, a giocare sulle altalene, a fare una passeggiata, ai festeggiamenti per un matrimonio, e molto altro. Poco alla volta il ragazzo riprende colore.
Notiamo che, in questo mondo parallelo, si aprono molte altre porte. Arriva gente da ogni parte di chissadove, esseri diversi con la stessa voglia di condividere del tempo insieme. Le porte hanno dettagli e decorazioni che richiamano il luogo dal quale provengono. È il momento di ritornare indietro. Questa esperienza ha cambiato profondamente l’animo del ragazzo. Prima di andar via, lascia socchiusa la porta alle sue spalle.

“Quando accettiamo la differenza, impariamo a costruire un ponte per fidarci e comunicare”*

fonte blog naver
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I silent book della coreana Ji Hyeon Lee mi fanno parlare tantissimo. Dal momento che rischio di essere prolissa e perdermi in lunghi papiri, ne presenterò uno per volta. Comincio dal più recente, “La porta”.
Frugo nel blog dell’autrice, trovo finalmente… una porta, la apro.

Like my author’s other work ‘Pool’, this book is a picture book with no text, leaving young readers to fill in the blank with their imagination.

“Come l’altro mio lavoro, questo libro é senza testo, ciò consente ai giovani lettori di riempire gli spazi vuoti con la loro immaginazione.” (J. H. L.)

Un osservatore attento affermerebbe che non è un silent al 100%. Assolutamente d’accordo. Infatti non lo è per chi conosce le lingue dei mondi paralleli, i bambini ad esempio ne sono grandi cultori. Arrivano a leggere con senso ciò che l’autrice riporta nei fumetti posti sopra le teste della strana gente. Il tratto delicato di questa autrice diplomata alla Kaywon University of Art & Design (Uiwang – Corea del Sud) e laureata alla Hills School, restituisce nobiltà alla riempitura fatta con le matite colorate. Così nasce un albo pieno di dettagli e significati. Il soggetto principale, la porta, è sia luogo di confine sia di passaggio. È la visione antropologica di soglia, dove l’interiorità dell’individuo si trova nel liminale, che rappresenta, secondo Turner, la zona di confine in cui potrebbe nascere il rinnovamento creativo e culturale. Un formato importante per questo splendido albo che invita a osservare e a raccontare senza sosta.

La piscina

Un ragazzo indossa cuffia e occhialini e si avvicina alla piscina. Non fa in tempo a entrare in acqua che sopraggiunge una folla di bagnanti munita di grosse ciambelle e gommoni. Le persone si tuffano avidamente, occupando ogni centimetro della superficie della vasca. Il ragazzo, intimidito, osserva la frastornante scena che si compie davanti a lui. I bagnanti galleggiano come sardine in scatola, nel frattempo il ragazzo decide di tuffarsi. Supera chiunque nuotando verso il fondo della piscina.

Lì sotto, incontra una ragazza, sicuramente ha avuto la sua stessa idea. Insieme scendono ancor più in profondità scoprendo che il fondo è, in realtà, un “fondale” abitato da insolite creature marine. Come due sommozzatori nuotano fra i pesci. Ce ne sono molti, alcuni hanno l’unicorno, altri le antenne e atri ancora hanno denti aguzzi.
In un istante lo stupore li sorprende, l’acqua si riempie di bolle e compare un’enorme balena bianca. Si guardano gli uni con l’altra in un secondo sigillato nell’eternità. Lasciandosi i pesci alle spalle ritornano verso la superficie. La piscina si svuota, è l’ora di andar via, i due ragazzi si salutano con il sorriso di chi ha vissuto un’esperienza straordinaria.

Adoro le piccole stelle che brillano nel cielo notturno, i ciottoli che rotolano nei flussi e le foglie che danzano alle estremità dei rami.

J. H. L.
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È l’albo d’esordio di Ji Hyeon Lee, premiato con il “Gold Metal of Original Art” dalla Society of Illustrators degli Stati Uniti e, in Italia, con il Premio Orbil dall’Associazione Librerie Indipendenti Ragazzi, come miglior libro illustrato. Un libro incantevole. Apprezzato dai lettori, che ci riporta alle piscine di città, in estate, superaffollate. Sorridiamo davanti alla corsa dei bagnanti, verso la conquista di un angolo di freschezza, tanto bramato durante i giorni di afa cittadina.

È un viaggio immaginario quello proposto dall’artista coreana. Un silent book che fa sorgere molte domande durante la lettura. Chi sono i due ragazzi? Cosa sono quelle strane creature marine? Cosa rappresenta la grande balena bianca? Il ragazzo entra davvero in acqua o sta sognando? Perché la ragazza si guarda indietro alla fine del libro?
C’è dunque una “storia invisibile” che l’autrice dà in mano al lettore. E ogni lettore pone le sue domande, cerca le sue risposte.

Speriamo che più adulti e bambini possano divertirsi insieme ai libri illustrati.

J. H. L.