Il 20 maggio si celebra la Giornata mondiale delle api, una ricorrenza istituita nel 2017 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e ottenuta soprattutto grazie al contributo della Slovenia, un paese con una storica consapevolezza sull’importanza del ruolo di questi insetti. Oggi è celebrata da più di 115 nazioni ed è commemorata nella data del 20 maggio poiché coincide con la nascita di Anton Janša, noto apicoltore sloveno del ‘700. [Fonte 3bee]

Il mio approccio nell’ambito dell’educazione dei bambini ha sempre teso verso le tematiche ambientali. Di fondo reputo che qualsiasi pensiero sull’infanzia debba, per forza, avere a cuore la tutela dell’ambiente e riflettere sul concetto di sviluppo sostenibile, ovvero sulla possibilità che diamo alle generazioni future di non ritrovarsi a vivere in un pianeta completamente “consumato” dalla sfruttamento delle generazioni precedenti. Ecco, su questo aspetto, non solo non siamo riusciti a garantirlo per il futuro ma abbiamo anche ampiamente e drasticamente superato i limiti.

Di certo è faticoso modificare abitudini tanto consolidate. Si fa in fretta ad abituarsi, è più lento il disabituarsi. Molti comportamenti dannosi per l’ambiente sono talmente consolidati nel nostro quotidiano che, anche solo pensare di rinunciarvi, diventa piuttosto utopico. Nei bambini la questione potrebbe essere diversa: tutto sta nel non dargliele proprio quelle abitudini. Ma, per non assuefarli di pratiche dannose per l’ambiente, dovremmo, a maggior ragione, cambiare qualcosa anche noi. È un circolo che ci ricorda quanto siamo tutti in connessione e quanto ogni azione, anche se considerata “normale”, può avere conseguenze dannose per un’altra creatura.

“Le api sono un tipo di mosche, create da Dio perché con la loro diligenza e il loro instancabile lavoro provvedano alle esigenze dell’uomo di prodotti insostituibili come il miele e la cera. Tra tutte le creature del Signore, non ce n’è altra che sia allo stesso tempo utile, docile, e poco esigente, com’è l’ape.”

Anton Janša

E se queste creature fossero le api o gli altri animali impollinatori, beh… sarebbe un gran disastro per tutti. In “La vita delle api” (1901), opera dello scrittore belga Maurice Maeterlinck, l’autore sosteneva: “Si stima che più di centomila varietà di piante scomparirebbero se le api non le visitassero”. Uno dei concetti che meritano attenzione per la continuità della nostra vita sulla terra è sicuramente quello della “biodiversità”. Non si può più far finta di nulla.

Tra i libri per bambini che raccontano le api, è da poco uscito un albo piuttosto originale e poetico, edito da Albe Edizioni. Si tratta de “La danza delle api” un’opera scritta da Fran Nuño, ambientata nella natura, e nello stile, giapponese.

Il racconto si sviluppa in brevi paragrafi, alternati dai disegni di Zuzanna Celej, illustratrice polacca che vive e lavora in Catalogna. La stessa che ha realizzato le tavole del pluripremiato albo “Hachico”, scritto da Lluis Prats e pubblicato in Italia da Albe Edizioni. Questo appena citato è il primo libro da lei illustrato che ha raggiunto il pubblico italiano.

“La danza delle api” è una novella rassicurante, sviluppata intorno a un dialogo intergenerazionale. I ricordi di un’estate in cui la nonna, durante le passeggiate mattutine nella natura, raccontava alla nipote le sue conoscenze e, in particolare, le spiegava l’operosità delle api. La dolce signora rispondeva alle domande della nipote. Queste si facevano ancora più intense nel momento in cui, proprio davanti ai suoi occhi, poteva osservare tutto ciò che la nonna le stava rivelando.

Un giorno vedemmo dentro un fiore due api perfettamente immobili.
– Sono morte, nonna? – domandai perplessa.
– No, tesoro, stanno solo dormendo, non possono chiudere gli occhi, ma, quando si riposano, le loro antenne restano ferme.

Passano gli anni e la bambina, ormai adulta, torna in quei luoghi con il figlio. Vedono un’ape danzare, così, decidono di seguirla. L’insetto danza per comunicare alle compagne il luogo in cui si trovavano i fiori migliori.

Dopo diverse giravolte, l’ape si ferma per raccogliere il polline dei fiori di un ciliegio e, proprio lì, sotto a quell’albero, la donna fa una scoperta inaspettata. La nonna aveva nascosto per lei un quaderno, una raccolta di dodici haiku in ricordo di quell’estate trascorsa insieme.

Gli haiku sono un genere di poesia tradizionale giapponese. Gli haiku del racconto, lasciati in eredità dalla nonna, sono riportati all’interno delle illustrazioni, stampati in verticale come omaggio alla scrittura giapponese. Alla fine del libro l’autore dedica una postilla di approfondimento sulla scrittura degli haiku.

Non vi resta che seguire anche voi la danza delle api!

Ah! Fu il biologo austriaco Karl von Frisch a scoprire che le api usassero una particolare danza per comunicare tra di loro. Per questa sua scoperta ricevette nel 1973 il Premio Nobel per la Medicina. [Fonte: National Geographic]